SUL MIRACOLOSO TRASLOCAMMO DELLA SANTA CASA DI MARIA VERGINE DA A SUORffiT-O 1 Vl.l I liti DALLA TU'. DI A. AI.AP.NA 1869 INNO SARDO Sulla miracolosa traslocazione della santa casa di Maria Vergine immacolata madre di Dio da Nazaret di Galilea a Loreto nell'Italia, composto per divozione, ed in ossequio di tanto sorprendente miracolo, dal giudice emerito Francesco/! Farina l'anno 1869 in Ditti sua patria, nell'età di anni 71, col breve cenno storico che sicguo. ---- ■\,vjvi"j'uv./vww-— — Dae Deus cunsagrada Pro su divinu Messia, Domo santa de Maria De Loreto iulitulada. 1. In costa domo naschesit Sa Virgifle immaculada, Et in custa annunziada Dae Grabie.lc istcsil, In custa domo benzesit De su Verbo fecundada. Domo santa ecc. 2. In costa domo abitesit Cum Giuseppe, e coni Maria Gesus divini! Messia, Cando in Nazaret bivesit, L dae Egittu lorresit, Faltende vida privada. Domo santa ecc. o. Cum tota simplicidade In Nazaret fabbricada, Dae Deus preservada Istesit cum piedade, In ne s' immensidade Restesit abbreviada. Domo santa ecc. 4. Su padronu onnipotente De sa terra, e de su Cbelu Beslidu de umanu velu Pro salode de sa gente, Abitesit umilmente In custa domo sacrada____!? Domo santa ecc. V 5. Tantos serulos restcsit Confusa in sa oscuridade, E mai s'empiedade Custa domo profanesit; Ma pustis Deus cherzesit, Ch' esseret manifestada. Domo santa ecc. 6. A Nazaret si po:tesit Santa Elena imperatrice, Cliircat s;i domo felice, Su Verbu ue s' incarnesil: E pustis chi 1' incdritresit, L'hat d'un templu adornada. Domo santa ecc. 7. Cando in Galilea inlrcsit Kalil sultanu crudele De su populu fìdele Orrenda islrage fattesi!, - Su templu ancora alleiresit De sa domo venerada. Domo santa ecc. 8. In sa,Siria deslruidu S'imperili Crisiianu, Dae Kalil Inumano Su sanili logu avvilidu, Cum portenti! mai bidu Sa sacra domo est salvada. Donni santa ecc. 9. Pro la poder liberare Dae sa barilaia gente, Su Deus onnipotente La faltesit traslocare, Ed in aèras volare Dae Angbelos porluda. Domo santa ecc. 10. Terras e mares passesit D' una grande estensione, E cimi ammirassione In Dalmazia si fìrmesil, Però rum surpresa istesil Novaniente Iraslocada. Domo santa ecc. li. Sa scgunda istassione In Lordo la faltesit, Ue ancora pagu islesit In cu ssa posizione, Ue sa gentè ladrone Sos ilevoios ispozada. Domo santa ecc. 12. Dae nitro unii buscu oscuru, In ue fit collocada, L'Imi a l'oras Irasportada in logu piùs seguru In ue cimi coro puro Esserci freqtientadu. Demo santa ecc. 13. Su logu ue si firmoit In sa terza istassione, Dae vile ainbissione Clierra inler frades movesil; Ma cura, porlenlu bcuzesil, Dae que allnntauada. Domo santa ecc. H. Ue in uh inni fìsscsit Permanente istassione, De grande ammirassione, Templu in giro si formesit, E cum piedade islesit De lanipaaas eircundada. Dumo santa ecc. lo. Bi concurret cimi premura Genie de ogni inconlrada A custa domo sacrada De povera architettura, In uc cimi tota cura Est sa Yirgine adorada. Domo santa ecc. 16. Pontilices, eardinales, Prineipes, ics, e reinas Dae partes peregrinas Bi concurresin leales; Lu narana sos annales De sa domo fortunada. Domo santa ecc. 17. Sa probatiea piscina Est custa domo felice; Ogni atllillu, ogni infelice Bi incontrai sa meighina; Est funtona peregrina De grassia proclamada. Domo saula ecc. 18. Lucifèrru meledittu, Chi a Deus si rifaellesit, Chi custa domo odiesit Restai superbii isconfittuv I'] cimi niodii inauditi! S' umile domo osallada. Domo santa ecc. 5 19. Uà! Len to t'ortunndu Chi lenes Ianni tesoro! Dae su cale decoro, E lusini has acquistatili, Dae loiu celcbradu l'io sa sorte signalada. Domo saula ecc. • 20. Deus de infunili amore! Marna de grassias mare! Chi cherides illustrare Custa domo cum favore, Dadenos luglio, e valore lu custa vida affannada. 1 Ionio santa ecc. 21. In custa vida mortale Dadenos salude, e ghia, Bois Virgilio Maria Remediu do ogni male; In >u eternu tribunale Siades nostro avvocada. Domo santa ecc. 22. De sa celeste ciltade Faghidonos ciimprensoros, Sos miseros peccadorea Mira le eum piedade, Oh Deus de bonidade! Oh Virgilio immaculada! Domo santa ecc. Ses cum volos onorada E cimi saera melodia, Domo sai:ta de Maria De Loreto intilulada. V » (i Ofetnun Deus, qui hcalne Marine Virginis domus per incarnali Verbi mysterium misericordilcr consacrasti, eaniquc in sinu ecclesiae luae mirabili ter collocasti; concede, ut segregati a tnber- naculis peccalorum digni effieiamur habitatores Domus Sanctac tuae. Per curndem Christum Dominum nostrum — Amen. CENNO STORICO Sulla santa casa di Maria Vergine, e sulla sua ammirabile Iraslocazione in Loreto, est ratto dall'operetta del sacerdote Vincenzo Murri. La santa casa della Vergine Maria oggi esistente in Lercio era edificata nella Galilea paese della Giudea nella Siria nella città di Nazaret, posta presso il torrente Cisone, ed il monte Tabor sul facile pendio di ameno colle. In questa casa nacque la gran madre di Dio dai santi coniugi Gioachino, ed Anna, l'uno di Nazaret, e l'altra di Bethlem. Fu in questa casa medesima, dove la beatissima Maria Vergine venne annunziala dall'arcangelo Gabriele dell'incarnazione del Verbo eterno; ed in questa casa, dopo il ri l'orno dall'Egitto, il Verbo divino Gesù Cristo fece colla Santissima madre, e col suo padre putativo S. Giuseppe, il suo più lungo soggiorno, fino al tempo del suo battesimo. Rimase il sagro albergo per tanto tempo nell'oscurità, e rispettalo. L'imperatrice Elena madre di Costantino nel visitare i luoghi santi circa l'anno 507 dell'era Cristiana, trovò la delta casa, della quale non esisleano clic lo nude pareli con povere supellellili, fra le mine della diroccala ciltà. Lasciatala in (ale sialo, erettovi l'altare, sopra il quale i SS. Apostoli • 1 nvcano offerto il santo incruento sagrificio, ordina ai suoi ministri di fabbricarvi in giro un magnifico augusto tempio, c vi fece incidere nei marmi della facciala questa iscrizione = Jlaec est ara, in qua primum jadum est humanae salutis fun- damentum => Perfezionata la gran fabbrica, se ne diffuse la fama per ogni parte dell'orbe. A questa casa per venerare la madre di Dio, concorsero Re e Monarchi, illustri personaggi, un S. Girolamo, Santa Paola, un S. Eusebio, e S. Lodovico Re di Francia. Fin dal 1255 rimase in potere dei Saraceni, e per liberarla S. Lodovico si mosse con poderoso esercito, ma l'esercito scemato dalla pestilenza, restò prigioniero del Sultano dei Saraceni Melicli-Saleli re di Egitto. Dopo parecchi anni di schiavitù, venuto a composizione coi nemici, ed acquistata la libertà, potè nel 12ÌS2 portarsi in Nazaret. Vi giunse il 25 marzo detto anno, vestilo di cilizio, e piangente, e venerata la santa casa, vi ricevè l'euehnristico pane. Essendosi impadronito il Sultano dei Saraceni, Kalil re di Egitto, delli Galilea il 1291 con gran strage dei Cristiani, fu chiuso alla religione ogni passo. Ecco i santi luoghi di Palestina esposti agli insulti; ecco demolita l'augusta basilica falla edilicarc da Santa Elena; ma ecco, che l'onnipotente dà mano in quel disordine, e rovescio di cose ad uno dei più stupendi miracoli. Staccò dalle fondamenta la detta casa santa, e la trasportò nelle spiaggia della Dalmazia il 10 maggio 1291; passando lunghi tratti di terra, e di mare, e la collocò tra Tersallo, e Fiume nel preciso sito appellato Rauaizza presso di una piccola Valle detta Dolaz. Ma all'improvviso, dopo tre anni, 'e sette mesi dal dì della memoranda traslazione a Tersallo, di là disparve; e passalo il maro Adriatico si vide collocala nel mezzo d'una folta selva non mollo lontana dal colle fortunato, dove presentemente si venera, nel modo seguente. Circa le ore dicci di notte precedente il decimo giorno di de- cemhre dell'anno 1294 comparve nel lido Adriatico il venerabile albergo: e scorrendo alquanto dentro (erra, fermossi 8 dentro la solva di una dama di Rccanate della Laurela, dalla quale probabilmente prese il nome la sanla casa, posla essa selva nel territorio di Recanale circa quattro miglia distante dalla città. Alla l'urna di tal avvenimento, i pietosi fedeli concordano a visitare il sagro albergo in quella selva; ma gente di perduta coscienza in quel luogo di folli alberi spogliavano i pellegrini, così che principiò a scemarsi il concorso; ma il Signori? oprò altro miracolo, e dopo otto mesi dalla venula in quel luogo, nuovamente la traslocò in un ameno poggio, verso Recanate, scosto un miglio dalla selva di Laurela. Erano di quel poggio padroni due concoidi fratelli cognominali fratelli Alitici; ma vedendo la ricchezza, e i doni, che i fedeli offrivano alla santa casa, l'avidità accese tra loro discordia sul possesso della medesima casa, e poco mancò si spargesse il sangue fraterno. L'altissimo offeso da tale discordia, rimuove da là ancora la santa casa alla distanza di un tiro di arco, nel mezzo appunto della pubblica strada, dove attualmente si trova, (probabilmente ciò avvenne l'8 settembre dell'anno 1295) fuori del confine del territorio di delti fratelli; e così non decorso ancora un anno dalla sua venula in Lordo, mulo tre volle sito nel territorio Recanatese, non contando la fermala brevissima nel lido del mare, da dove fu collocala nella detta vicina selva. Nel luogo dell' ultima fermala, dove attualmente sta, fu circondala da un magnifico tempio, arricchito da grandi doni, e frequentato da di\oti fedeli di tutla la cristianità di ogni ceto di persone. La Santa Casa resta sotto la cupola, rivestila di lamine d'argenlo dorato, ed ha una sola finestra con graia d' argento pure doralo, corrispondente alla porta della Chiesa. Gran numero di lampade vi ardono di continuo. Nella piazza vi ha una statua in bronzo di Sisto V, con altre esprimenti le virtù di quel Gran Papa. V.° Per la stampa Cari. Fili ,\ Vie, Gm, Cap, Cagliali, 26 Ottobre 1869